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Con la Collaborazione di:
- Regione del Veneto
- Provincia di Rovigo
- Consorzio ATO Polesine
- Polesine Acque S.p.A.
- Veneto Acque S.p.A.
Con il sostegno di:
Futuro del Servizio Idrico Integrato nel Veneto
La Regione sta investendo oltre 100 milioni di euro per il servizio idrico integrato.
Lo ha confermato l’assessore regionale Maurizio Conte al Convegno sul futuro del servizio Idrico Integrato nel Veneto, promosso dal Comune di Rovigo
Il 29 novembre si è svolto presso la Pescheria Nuova a Rovigo un Convegno – voluto dal Comune di Rovigo - che ha consentito a tutti gli amministratori e operatori presenti di approfondire un tema di grandissima importanza, che tocca tutti, i cittadini in primis: il futuro del SII nella nostra Regione e in particolare nel nostro territorio, nell’ottica di una gestione che sia sempre più ispirata ai principi di qualità, affidabilità, efficienza organizzativa, positività dal punto di vista socioeconomico e ambientale, nel rispetto delle norme che derivano dalle nuove disposizioni statali e dalle sentenze della Corte costituzionale.
La necessità imprescindibile di garantire il miglior servizio ai cittadini ponendo i bisogni della comunità al centro dell’azione di governo, ma al tempo stesso di inserire i servizi pubblici all’interno di un mercato aperto e competitivo, determina una serie di problematiche che occorre affrontare tempestivamente, in un’ottica di collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti in questa delicata fase di cambiamento.
Punto di partenza è la legge 42 del 26 marzo 2010 che mette in discussione l’esistenza degli ATO gli Ambiti Territoriali Ottimali istituiti nel 1994 con la legge Galli, e che impone scelte determinanti per il futuro della gestione dell’acqua.
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Relazioni
Introduzione
Angelo Milan - Assessore alle Società Partecipate del Comune di Rovigo
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Interventi
Alessio Pacchin - Presidente ATO Polesine
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Giuliano Ferraccioli - Presidente Polesine Acque S.p.A.
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Alessandro Mazzoni - Amministratore Delegato Veneto Acque S.p.A.
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Conclusioni
Maurizio Conte - Assessore all'Ambiente della Regione Veneto
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Presentazione
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| Angelo Milan Assessore alle Società Partecipate del Comune di Rovigo |
Il Convegno intende offrire ad amministratori, tecnici, rappresentanti istituzionali e imprese, l’opportunità di un confronto a più livelli su una tematica oggi al centro dell’interesse delle politiche locali di governo: la gestione dei servizi pubblici legati all’acqua, il futuro del SII nella nostra Regione e in particolare nel nostro territorio, nell’ottica di una gestione che sia sempre più ispirata ai principi di qualità, affidabilità, efficienza organizzativa, positività dal punto di vista socioeconomico e ambientale, nel rispetto delle recenti norme statali e in considerazione delle decisioni che la Regione Veneto è chiamata ad assumere.
La necessità di garantire il miglior servizio ai cittadini ponendo i bisogni della comunità al centro dell’azione di governo, determina una serie di problematiche che occorre affrontare tempestivamente, attraverso la collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti in questa delicata fase di cambiamento, avendo come obiettivo comune quello di difendere il ruolo imprescindibile del “pubblico” nella gestione del bene acqua, risorsa e diritto di fondamentale importanza per la qualità della vita di tutti.
Una gestione più funzionale e più economica: l’intervento di Giuliano Ferraccioli, Presidente di Polesine Acque S.p.a. al convegno del 29 novembre
L’intervento del Presidente Ferraccioli metterà in luce il grande sforzo fatto per dare un servizio di qualità con risorse extra tariffa molto limitate rispetto a un territorio fra Adige e Po con problemi unici di potabilizzazione e depurazione e una rete lunghissima, (3.000 Km l’acqua e 2.000 Km la fognatura) per una densità abitativa molto bassa su un territorio vastissimo.
Quindi - secondo il Presidente di Polesine Acque - il futuro regionale del SII non può rinunciare, sia in termini di programmazione territoriale che di gestione, alle esperienze maturate sul campo. La proposta è per una ristrutturazione e razionalizzazione degli impianti di potabilizzazione e depurazione nell’ATO Polesine, per una gestione più funzionale e più economica integrata al Modello Veneto.
Dichiarazione dell'Assessore Maurizio Conte - Regione Veneto
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| Maurizio Conte Assessore all'Ambiente Regione Veneto |
La legge che andremo a definire per la nuova gestione del Servizio Idrico Integrato sarà innanzitutto rivolta a mantenere l’operatività degli ATO, anche in attesa che la normativa nazionale chiarisca alcuni passaggi, che oggi generano non poche incertezze di applicazione a livello locale. L’ambito normativo nazionale, infatti, soffre di una strutturazione talmente complessa e così poco coordinata, da determinare confusione sia negli operatori di settore, sia nelle amministrazioni pubbliche.
A questo vogliamo por rimedio con la nuova Legge regionale, che intende in primo luogo salvaguardare a livello regionale il sistema che cura e fornisce il servizio idrico integrato, ciò che e meglio conosciuto come il servizio fondamentale dell’acqua.
Il Veneto, nel luglio scorso, contro la Normativa nazionale che prevede la soppressione delle Autorità d’Ambito Ottimale, ha presentato un ricorso di legittimità costituzionale per questioni di grave lesione, sia delle proprie autonome prerogative organizzative, sia dei propri interessi ambientali.
Per come è formulata, la Norma affida solo in teoria alle Regioni la competenza di provvedere ad una regolazione della materia, ma ciò appare nei fatti pesantemente difforme dalle sentenze costantemente espresse dalla Corte Costituzionale, da ultimo la recentissima sentenza di questo mese, che ha sempre cassato i tentativi di leggi regionali formulate con lo stesso scopo, dichiarando una riserva di esclusiva statale a riguardo della costituzione e regolazione delle Autorità d’Ambito, della regolazione della tariffa per il servizio idrico integrato e più in generale della regolazione dell’intero settore. Le leggi richiamate dalla suprema corte non sono state cambiate: ciò significa che lo Stato si riserva comunque la facoltà di avere sempre l’ultima parola, togliendo ogni possibilità alle Regioni di dire la propria.
Inoltre, l’abolizione delle ATO porterà ad un annullamento della partecipazione diretta dei Comuni alle scelte strategiche in materia di Servizio Idrico Integrato, il che è contrario allo spirito della normativa regionale vigente, che riconosce per il settore specifico una fortissima autonomia decisionale agli Enti locali. Ebbene, al Veneto interessa molto avere il potere reale di decidere su queste delicatissime materie, dove, in particolare per quanto riguarda la gestione dell’acqua, il popolo veneto ha manifestato una fortissima sensibilità. Auspichiamo in proposito che la discussione sul nostro ricorso sgombri il campo da ogni dubbio e restituisca alla Regione una effettiva potestà di decisione e regolazione.”






